Regione Toscana

Prosciutto Toscano D.O.P.
Consorzio del Prosciutto Toscano D.O.P.
Via F. Papi, 95 - 50010 San Donato in Collina (FI)
Tel. e Fax 055/699218
Il Prosciutto Toscano è un prosciutto crudo stagionato, lavorato interamente in Toscana.
Il prodotto finito si presenta di forma tondeggiante e di peso normalmente intorno agli 8-9 kg; la fetta tagliata si presenta di colore dal rosso vivo al rosso chiaro con scarsa presenzxa di grasso;il sapore è delicato con giusta sapidità e un aroma fragrante e caratteristico dovuto ai tradizionali metodi di elaborazione e stagionatura.
I fattori ambientali sono strettamente legati alle caratteristiche dell'area di produzione dove prevalgono vallate fresche ed aree collinari a vegetazione boschiva che incidono in modo determinante sul clima e sulle caratteristiche del prodotto finito.
 
Pecorino Toscano D.O.P.
Consorzio del Pecorino Toscano D.O.P.
Via Cairoli, 10- 58100 Grosseto
Tel. 0564/20038 - Fax 0564/415700
L'allevamento ovino in Toscana risale all'epoca etrusca.
Nel XV secolo il Pecorino Toscano, con il nome di cacio marzolino in quanto la sua produzione iniziava tradizionalmente nel mese di marzo per protrarsi durante tutta la primavera, veniva apprezzato anche da personaggi illustri come il Papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Magnifico.
Il Pecorino Toscano è un formaggio da tavola o da grattugia, a pasta tenera o semidura, prodotto esclusivamente con latte di pecora.
Questo formaggio di forma cilindrica si presenta con una crosta di colore giallo con varie tonalità fino al giallo carico nella tipologia a pasta tenera, mentre la pasta ha struttura compatta e tenace al taglio; il colore varia dal bianco leggermente paglierino, pee la tipologia a pasta tenera, al paglierino, per la tipologia a pasta semi-dura. Il sapore è fragrante, accentuato e caratteristico.
La zona di produzione comprende l'intero territorio della Regione Toscana nonché alcuni comuni in provincia di Perugia e di Viterbo.
 
Olio Extravergine di oliva Toscano I.G.P.
Consorzio dell'Olio Extravergine di oliva Toscano I.G.P.
Via dei Magazzini, 2 - 20122 Firenze
Tel. 055/2654536 - Fax 055/2678709
La profonda cultura dell'olivo e dell'olio, insieme alla pregevole qualità, hanno determinato, fin dai tempi remoti, l'affermazione, sia sui mercati interni che esteri, del nome "Toscano" per questo prodotto.
La zona di produzione di questo olio comprende l'intero territorio della regione Toscana.
Il disciplinare di produzione stabilisce che tutte le fasi del ciclo produttivo devono avvenire all'interno di tale zona : dalla raccolta delle olive(che deve essere effettuata direttamente dalla pianta), alla frangitura ed al confezionamento del prodotto.
L'olio extravergine di oliva Toscano presenta un'acidità massima dello 0,6%; un colore dal verde al giallo oro con variazione cromatica nel tempo; un odore di fruttato accompagnato da sentore di mandorla, carciofo, altra frutta.
 
Farro della Garfagnana I.G.P.
Consorzio produttori del Farro della Garfagnana I.G.P.
c/o Municipio di Piazza al Serchio - Via della stazione, 3 - 55100 Lucca - Tel. 0583/696200
Comunità Montana della Garfagnana - Via Vittorio Emanuele, 9 - 55032 Castelnuovo Garfagnana (LU)
e-mail : comunit.garf@lunet.forum.lu.it
Tel. 0583/644911 - Fax 0583/60276
Il farro è il cereale più antico tra tutti quelli pervenuti fino ai nostri giorni, risultando coltivato già dal settimo millennio a.c. nelle sue aree di origine (Mesopotamia, Siria, Egitto e Palestina). La Garfagnana è probabilmente l'unico aereale in Toscana dove il farro (Tricum dicoccum) è sempre stato coltivato presentando un genotipo, che si è ben adattato al clima ed ai terreni locali.
La coltivazione del farro, secondo quanto previsto dal disciplinare, è caratterizzata dall'impiego di metodi di produzione naturali senza il ricorso a sostanze chimiche di sintesi e anche il prodotto ottenuto deve essere conservato in locali idonei senza l'utilizzo di antipasrassitari.
Il farro, dopo la raccolta, viene sottoposto a brillatura ed il prodotto sosì ottenuto si presenta con evidenti striature biancastre aprevalente struttura farinosa.
La zona di produzione interessa molti comuni della provincia di Lucca.
 
Marrone del Mugello I.G.P.
Associazione Marrone del Mugello I.G.P.
c/o Comunità Montana del Mugello
Via Palmiro Togliatti, 4 - 50032 Borgo San Lorenzo (FI)
Tel. 055/8495346 - Fax 055/8456288
I secolari castagneti da frutto della zona hanno continuato, fino alla fine degli anni '50, a costituire un'importante ed insostituibile fonte alimentare e di reddito per le popolazioni locali, tanto da far meritare al castagno l'appellativo di "albero del pane".
I castagneti da frutto destinati alla produzione del Marrone del Mugello devono trovarsi in condizioni ambientali e devono essere condotti con tecniche colturali tali da conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualità. Negli impianti di produzione è inoltre vietata ogni somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi.
Il Marrone del Mugello fresco in guscio è caratterizzato da una pezzatura medio - grossa, una forma prevalentemente elissoidale e un apice poco pronunciato.
Il seme, di norma uno per frutto, si presenta di polpa bianca e di gradevole sapore dolce con superficie quasi priva di solcature.
 
Fungo di Borgotaro I.G.P.
Consorzio Comunali e Parmensi per il Fungo di Borgotaro I.G.P.
Via C. Battisti, 83 - Borgo Val di Taro (PR)
Tel. e Fax 0525/90155
Il "Fungo di Borgotaro" è un porcino rinomato, i cui prim iriferimenti storici sono contenuti in opere del 1600-1700.
La zona di produzione del "Fungo di Borgotaro" comprende il territorio dei comuni di Borgotaro ed Albareto in provincia di Parma ed il comune di Pontremoli in provincia di Massa Carrara.
Il "Fungo di Borgotaro" comprende 4 varietà di boletus derivate da crescita spontanea nel territorio sopra indicato.
All'aspetto il cappello del "Fungo di Borgotaro" si presenta dapprima emisferico poi convesso con varie tonalità di colore dal bianco crema al bruno castano e nerastro con tutte le tonalità intermedie; la carne ha consistenza più soffice rispetto ad altri porcini, con colore dal bianco al bruno-vinoso; l'odore e il sapore molto gradevole.
 
Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale I.G.P.
Consorzio Cinque Erre per il Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale I.G.P.
06070 San Martino in Colle (PG)
Tel. 075/6079308 - Fax 075/6079309
E' ampiamente riscontrabile in bibliografia l'uso del termine "Razze Bianche dell'Italia Centrale" o "dell'Appennino" con riferimento a soggetti di razza Chianina, Marchigiana e Romagnola che presentano delle profonde affinità e similitudini. La carne di Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è ottenuta da bovini maschi e femmine, delle razze sopra indicate di età compresa tra i 12 e i 24 mesi.
Le condizioni ambientali influenzano lo sviluppo di pecularietà non solo sotto il profilo organolettico, ma anche in termini di massa muscolare e di parti fibrose e grasse.
L'area geografica di produzione della carne di Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è rappresentata dal territorio delle province collocate lungo la dorsale appenninica del Centro - Italia nelle seguenti regioni : Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania.
Più precisamente la zona di produzione è rappresentata dai territori delle attuali seguenti province : Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, L'Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno, Pisa.
 
Mortadella Bologna I.G.P.
Associazione Industriali delle carni ASS.I.CA.
Viale Milanofiori Str. 1 Palazzo f/1 - 20090 Assago(MI)
Tel. 02/57510257
Referente per la Toscana
Ruota al Mando, 55 - 50066 Reggello (FI)
Tel. 055/8657981-2-3 - Fax 055/8657701
In tempi recenti l'area originaria di produzione del più famoso insaccato della tradizione felsinea si è estesa nei territori limitrofi seguendo la diffusione dei prodotti alimentari e i relativi scambi commerciali.
La Mortadella Bologna si presenta all'esterno con forma ovale o cilindrica e deve essere compatta e di consistenza non elastica.
La superficie al taglio deve essere vellutata di colore rosa vivo uniforme e nella fetta devono essere presenti e ben distribuite quadrettature bianco perlacee di tessuto adiposo.
L'odore presenta un profumo tipico aromatico; il sapore è tipico e delicato senza tracce dei affumicatura.
La zona di produzione della Mortadella Bologna comprende il territorio delle regioni Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche e LAzio e della provincia di Trento.

 

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